iniziative

Urban plants Sound

Un concerto dal vivo per piante e centro urbano

15giu 2022

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dalle 18 alle 21
piazza palazzo di città
sotto i portici
di fronte a urban lab

ingresso libero

Come dialogano le piante quando si trovano in un ambiente urbano? Quanto quello che produciamo – onde elettromagnetiche, rumori, inquinamento – incide su ciò che la natura che ci circonda vorrebbe raccontarci e trasmetterci? 

Due compositori con la passione per i sintetizzatori modulari, Riccardo Mazza e Paolo Dellapiana, provano a spiegarcelo mercoledì 15 giugno dalle ore 18 alle 21 (ingresso libero) con Urban Plants Sound, una performance sonora che cerca di unire ambiente urbano e ambiente vegetale. Un concerto dal vivo per piante e centro urbano che rappresenta il progetto conclusivo della prima parte del programma 2022 che Urban Lab dedica al rapporto tra Natura e Città.

Sotto i portici di piazza Palazzo di Città, di fronte alla sede di Urban Lab, viene realizzata una piccola foresta urbana, all’interno della quale i due artisti suonano dal vivo insieme a un organico composto da piante ed elementi floreali, mettendosi in relazione con i suoni e i rumori – onde radio ed elettromagnetiche – che genera la città.

Un’installazione artistica live sperimentale, che attraverso la musica vuole riunire e riavvicinare la natura con l’uomo e il suo habitat.

La città infatti produce rumori – e questa è la cosa più semplice da identificare e cogliere – ma anche ciò che non vediamo, cioè onde elettromagnetiche e onde radio, che pur non essendo visibili influenzano il nostro stato d’animo, così come influenzano quello delle piante.

Durante la serata una rete di sensori applicati alle foglie coglie la differenza di potenziale che si genera nella pianta. Queste variazioni vengono poi trasformate in segnali che entrano negli strumenti e che successivamente sono interpretati dal vivo dagli artisti che assegnano loro un suono narrativo, ispirato dalla singola pianta, attraverso algoritmi elaborati in diretta in modo sperimentale.

Un’antenna costruita per l’occasione rileva invece un range di frequenze che va dallo zero alle microonde, interferenze a cui siamo sottoposti quotidianamente e che diventano anche loro parte della performance, influenzando le piante che, a seconda di come si sentono e dalle condizioni ambientali che le circondano (luce, buio, rumore), modificano i flussi di segnali, dando vita a un’installazione emozionale, che trae ispirazione e linfa dalla percezione del contesto.

I segnali elettrici che muovono le piante, muovono dunque le macchine: sono infatti loro a suonarle, diventando parte dell’orchestra.

Si crea quindi un’interazione profonda tra i musicisti, la natura, la città e il pubblico, poiché anche quest’ultimo influenzerà con la sua presenza le onde elettromagnetiche rilevate (pensiamo ai telefonini in tasca). Un modo per trasmettere, in particolare in questo momento storico di difficoltà, un ricongiungimento tra città e natura attraverso l’arte: due mondi apparentemente inconciliabili vengono fatti convivere in un’opera artistica, di speranza.

L’iniziativa vuole essere anche un tentativo di rispondere al fenomeno della Plant blindness (definito da Elisabeth Schussler e James Wandersee nel 1998), secondo il quale l’uomo tende a non vedere le piante nell’ambiente circostante, con la conseguenza di non riuscire a riconoscerne l’importanza per le attività umane e nella biosfera, seppure queste occupino una percentuale oltre il 90% della superficie che ci circonda. Questa performance vorrebbe vincere un po’ questa cecità dell’uomo davanti alle piante e alla natura, facendo riflettere: come è che vediamo quasi solo le città, ma in realtà quanto ci circonda è quasi tutto non-città?

Urban Plants Sound è un progetto a cura di Urban Lab, realizzato in collaborazione con Seeyousound, Dual Green e Agriforest.

Durante la serata è anche possibile visitare Urban Lab (apertura straordinaria fino alle ore 21, ingresso libero): nello spazio espositivo dedicato a Natura in Città, vengono presentati nuovi filmati di ricognizione delle sponde dei fiumi cittadini e una serie di interviste e contributi video che vanno ad arricchire le quattro prospettive di indagine – vulnerabilità, biodiversità, diritto al verde, selvatico come risorsa – intorno alle quale si è cercato di riflettere in questi mesi attraverso incontri, dibattiti e ricerche.

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