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Appunti di città / 05

26mag 2020

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La scuola ha un ruolo fondamentale nella vita delle città: è servizio, presidio, spazio di prossimità dove si praticano uguaglianza, integrazione, scambio, crescita individuale e collettiva. Con l’attuale emergenza, anche nel caso della scuola, la necessità di avviare in sicurezza le attività è innegabile. Ad oggi però il dibattito su come ripristinare spazi di apprendimento e socializzazione per bambini e ragazzi non sembra offrire soluzioni e modelli soddisfacenti o completamente praticabili.
Per quanto da più parti si richiami questa come una grande occasione per innovare e trasformare dall’interno il funzionamento stesso dell’offerta educativa a livello nazionale, la formulazione di ipotesi e sperimentazioni si scontra con rigidità, regolamenti a volte obsoleti, retoriche della messa in sicurezza e difficoltà che rendono ancora più complesso lo sviluppo di alternative operative e concrete. Se la ripresa vera e propria delle attività scolastiche è “rimandata a settembre”, tante sono le aspettative e le speranze riposte in attività ludico-ricreative per l’estate, che dovranno permettere di affrontare il transitorio restituendo a bambini e ragazzi una dimensione urbana irrinunciabile fatta di socialità, esperienza e apprendimento.

La questione è molto urgente, e complessa: l’approfondimento di Appunti di città 05 parte dallo spazio fisico, della scuola e della città. Che cosa sappiamo sullo stato di salute del patrimonio edilizio scolastico? In che modo è possibile e può avere senso lavorare sulla relazione tra forma degli spazi e forme dell’apprendimento? Si può rivedere il funzionamento di interi tasselli urbani proprio a partire dalla presenza delle scuole? In questo momento di oggettiva difficoltà, la città con il suo patrimonio di spazi e servizi collettivi, cosa può offrire a bambini e ragazzi?

Rientri a velocità variabile

La Danimarca è stato il primo paese membro europeo a riaprire le scuole, partendo il 14 aprile scorso con le fasce più giovani. Molta didattica è stata fatta all’aria aperta e grazie all’uso, laddove possibile, degli spazi lasciati vuoti da scuole superiori e università. Ne ha scritto qualche settimana fa il New York Times.
Abbiamo approfondito il ruolo degli spazi urbani nella didattica all’aria aperta in questo dialogo con Jeanette Westergaard Frisk dello studio danese Arki_Lab che con “The city as school” hanno fatto dell’outdoor learning una strategia di coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi nei processi di trasformazione della città.
Non sapete che cosa sia l’outdoor learning? Date un’occhiata qui.

Anche Norvegia, Francia e Germania hanno riaperto e stanno riaprendo (con esiti alterni e qualche problema). Se siete interessati a seguire più da vicino come si evolve la situazione a livello internazionale, la Fondazione Agnelli aggiorna settimanalmente una pagina dedicata sul proprio sito internet.

In Italia, almeno sui centri estivi, si riparte a macchia di leopardo con alcune prime sperimentazioni a Gorizia, Empoli, Firenze e Verbania, dove le rispettive amministrazioni stanno aprendo un dialogo con le famiglie per venire incontro alle loro esigenze.

A Torino e Bologna

A Torino già nel mese di aprile alcuni gruppi di genitori hanno proposto di aprire all’uso i cortili delle scuole, mentre negli ultimi giorni si sta discutendo anche l’ipotesi di utilizzare, da settembre, aule e spazi universitari per le attività della scuola dell’obbligo. In questo  podcast Federica Patti (architetto e insegnante, co-fondatrice del gruppo Scuola Patrimonio Urbano) ci racconta cosa possono offrire a bimbi e ragazzi gli spazi della città. Mentre qui abbiamo approfondito l’argomento della ripartenza nelle scuole con due dirigenti scolastiche torinesi: Lorenza Patriarca (dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Niccolò Tommaseo di Torino) ed Elena Cappai (dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Sandro Pertini di Torino).
A Bologna, la Fondazione per l’Innovazione Urbana ha lanciato il “Cantiere per le famiglie e i bambini”, un’iniziativa di consultazione pubblica articolata, che pensa a cosa succederà a settembre senza dimenticare le prossime settimane. Prevede anche una mappatura degli spazi urbani che possano accogliere attività ludico ricreative per la stagione estiva.

Parlare con i bambini

Il tema della comunicazione è centrale, e non sempre tutti hanno pensato agli interlocutori più piccoli. Un esempio interessante è l’originale discorso del Primo Ministro canadese Justin Trudeau rivolto il 14 aprile ai bambini, in cui sono protagoniste le mini-figures Lego.

Un progetto di

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