storie di città

Usi temporanei

Appunti di città / 02

08apr 2020

—————

Guerrilla Gardening:
una riposta per abbellire zone dimenticate

Una delle più note iniziative che, partendo dal basso, danno nuova vita a posti dimenticati o in transizione, è il cosiddetto guerrilla gardening. Un caso interessante è quello dell’omonimo gruppo, che, aperto a tutti i cittadini, riunisce a Roma appassionati del verde che hanno deciso di «interagire positivamente con lo spazio urbano attraverso piccoli atti dimostrativi, quelli che noi chiamiamo “attacchi” verdi». Guerrilla Gardening si oppone attivamente al degrado urbano agendo contro l’incuria delle aree verdi. L’attività principale del gruppo è quella di rimodellare e abbellire, con piante e fiori, le aiuole e le zone dismesse o dimenticate della città.
A Torino, oltre alle azioni di guerrilla gardening condotte dai giovani dei Fridays for Future, tra i punti di riferimento di queste attività potete trovare i Badilibadola che dal 2007 si presentano come incursori green pronti a combattere il degrado “seminando” piante in città.

Usi temporanei come test

Lo svuotamento di spazi ed edifici è una dinamica comune a moltissime città in Europa e nel mondo. In che modo si generano gli spazi sfitti e che ruolo possono giocare nell’attivare nuove dinamiche di sviluppo urbano? Il team del progetto Refill finanziato da URBACT ha provato a riassumere alcune risposte in questo video.
Il tema degli usi temporanei è stato affrontato anche da Isabella Inti (Politecnico di Milano) che durante il workshop Rail City Lab – organizzato da Urban Lab per Città di Torino e FS Sistemi Urbani e dedicato alla riconversione di 7 aree cittadine un tempo occupate dalle ferrovie – ha approfondito il tema degli usi temporanei come test per verificare le vocazioni delle aree, prima ancora di ridefinirle sul piano formale. Leggi il contributo di Isabella Inti

Trasfert a Nantes porta arte e cultura in un luogo desolato
In Francia un progetto molto interessante è quello realizzato da gruppo Pick Up a Nantes. Si tratta di Transfert che, alle porte della città, in un paesaggio desertico e abbandonato, cerca di far crescere una zona vivibile di arte e cultura attraverso un percorso, costantemente in evoluzione, di urbanismo transitorio. Qui un video che racconta come è nato e quali sono le specificità del progetto.

Un caso emblematico: Tempelhof a Berlino

Brendan O’Donnell, specializzato in sviluppo urbano sostenibile che ha lavorato (tra gli altri) per l’Ecologic Institute di Berlino e POCACITO_Post Carbon Cities of Tomorrow, ci racconta in questo video l’evoluzione dell’aeroporto berlinese di Tempelhof, un tempo uno dei più grandi aeroporti commerciali d’Europa. Oggi il campo volo è stato trasformato in un vasto parco, mentre gli edifici dell’aeroporto vengono utilizzati per grandi eventi, festival e fiere commerciali.

Un progetto di

contenuti collegati

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email